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Storytelling

Sicily Histories crede nello storytelling non solamente come nuovo metodo di presentazione degli itinerari, ma pensa che a narrare debbano essere i visitatori, che si approcciano alla Sicilia ed alle sue bellezze volendone esplorare la storia e la cultura. I racconti che propone Sicily Histories, quindi, sono il capitolo introduttivo di un lungo romanzo che viene ampliato dalle emozioni dei visitatori, che possono racchiudere in immagini e parole la memoria delle escursioni e donarle a chi verrà dopo, in un filo della memoria del racconto che è il tratto distintivo di Sicily Histories. 


Il nostro personale, presente durante le varie tappe in appoggio alla guida turistica autorizzata, fornirà degli spunti di riflessione dai quali, chi è interessato, potrà partire per raccontare la propria storia.


Ricordiamo che i testi presenti nella sezione “storytelling” e “itinerari guidati” sono prodotto intellettuale dell'autore, e pertanto ogni riproduzione non autorizzata dall'Associazione Sicily Histories  e/o priva di citazione diretta all'autore, è proibita dalla legge.

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Quattro racconti a fumetti per quattro grandi epoche che hanno segnato l’arte e la storia siciliana

Sicuramente conoscerete la Sicilia, per il suo mare, i suoi splendidi paesaggi e la sua storia millenaria. Ma avete mai pensato di conoscerla attraverso gli occhi del suo passato? Un passato che è ricco di avvenimenti, di battaglie e di eroi, amori, tradimenti, amicizie che hanno scritto tappe ed epoche di tanti passati gloriosi.


Ebbene,  io ed i miei amici, attraverso il lavoro dell’associazione Sicily Histories, vogliamo creare un libro che contenga delle tavole illustrate a fumetti in B/N che riuniscano alcuni dei racconti e dei personaggi che abbiamo pensato di far rivivere, in quattro grandi tappe storiche, in cui si può suddividere la storia della Sicilia.


Il primo grande periodo è la storia della classicità greca e romana, rappresentata dalle imprese di una schiava cartaginese in fuga con un valente studente greco durante le guerre puniche in Sicilia. Con un balzo temporale arriveremo al periodo dell’ “armi amori, cavalieri ed audaci imprese” ai tempi di Federico II di Svevia, quando coesistevano pacificamente gli eruditi arabi come Ja’far e i cavalieri svevi rappresentati da Goffredo. Sarà il terremoto del 1693, poi, ad introdurci rapidamente nel fulgore del barocco del sud est della Sicilia: la ricostruzione dei grandi edifici ecclesiastici è un affare troppo lucroso perché Antonio Basile non cerchi di trarne profitto. Ed infine, l’epopea garibaldina, che segna la fine dell’indipendenza siciliana e che affascina tanto la giovane Amelia, pur figlia di borbonici puro sangue. 


Il testo sarà arricchito con immagini d’autore dei luoghi dei racconti, perché racconto e realtà, in Sicilia, molto spesso si sovrappongono fondendosi l’un l’altro.

- I nostri racconti -
Prima della caduta

Il cielo di Siracusa è spesso un cielo a tinte colorate, un cielo di tramonti rossi, arancio, che cozzano e contrastano con il marmo bianco delle sue architetture. Il cielo di Catania è spesso un cielo azzurro, blu,  che ravviva ed illumina di luce la nera roccia vulcanica. Di rosso, a Catania, esiste solo la lava. Per questo motivo quando Catania si colora di rosso è sinonimo di paura, di sgomento, di qualcosa che nell'aria c'è e che prima o poi sarà chiaro, palese, in tutto il suo fragore distruttivo. Il rosso è il colore della distruzione.

“La distruzione sta arrivando”, questo è l'unico pensiero di Cadmo quando, affacciando lo sguardo oltre l'Odeon, vede rosso lungo l'orizzonte. Dal centro dell'isola, da Ibla, Domitia ha paura del fuoco in lontananza, del fuoco che l'accerchia, da Catania e da Siracusa. La terra brucia, ad Ibla, in estate, per il caldo; i grani si seccano, i pascoli non si nutrono. Ma è il rosso che dalla terra si alza al cielo che lei teme adesso.....scarica tutto il raconto

Oreste
DUE MONDI

“Vai e combatti” furono le ultime parole pronunciate da mio padre e se adesso mi vedesse scortare un semplice messaggero diplomatico per evitare una rivolta verrebbe da me e mi direbbe “figliolo, non ti ho allevato per parlare, ma per combattere. Per difendere la tua fede e quella del tuo signore”. Si, la fede del mio signore, la fede del re, padre mio, vale meno di una moneta di rame. Sono un cavaliere inesistente in questo momento, quanto valore potrà mai avere un cavaliere che va al passo? La difesa della fede, padre mio, questo nostro re non la rispetta, non l'ha a cuore, lui patteggia con gli arabi, quando dovrebbe ammazzarli, dovrebbe sgozzarli.

Io, cavaliere di Sicilia, io, Goffredo Iudica, mi ritrovo a far la scorta ad un arabo, a Ja'far ibn Yusuf, per rendere orgoglioso il mio sovrano, per sedare un nuovo focolaio di ribellione, li in mezzo alla Valle dello Jato, dove il nostro sovrano ancora non ha inteso la soluzione militare come unica soluzione, dove il nostro sovrano continua a lottare contro gli arabi, dove il sovrano fino a pochi anni addietro lottava con le armi e dove adesso – chissà cosa è cambiato nel suo governare – invece predilige il dialogo. E questo Ja'far cosa mai potrà dire ad un popolo di ribelli per evitare la ribellione? Chi nasce con l'insubordinazione nel sangue non può cambiare il proprio carattere....SCARICA TUTTO IL RACCONTO
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LA RICOSTRUZIONE

Antonio Basile partì da Messina alle primi luci dell'alba di lunedì 15 dicembre 1704 con la carrozza piena di soldi e di intenzioni.

Non era di certo l'unico in quegli anni a spostarsi da Messina verso Catania, Ragusa, Modica e tutte le altre città colpite dal terremoto che 6 anni prima aveva raso al suolo l'intera zona, ma probabilmente lui era l'unico di cui nessuno avesse richiesto il supporto. Architetti, pittori, urbanisti, muratori: queste erano le richieste che giungevano dai comuni e dai monasteri, ma nessuno chiedeva politici. Politici, poi...La politica è una cosa seria, si tratta di indirizzare la società, dare delle leggi, governare, decidere il destino di persone. Non si scherza con la politica, bisogna aver saggezza, ponderatezza e moderazione. Tutte doti, queste, che Basile non conosceva. Figlio primogenito di una famiglia della nobiltà locale, senza figli e senza moglie, aveva deciso di sposare la Sicilia prendendone in dote tutto ciò che di buono avrebbe potuto ricevere. Vale a dire, i suoi tesori... scarica tutto il racconto


Antonio Basile
TEMPO DI RIVOLUZIONI

Pulcherrima sed ventosa  definiva Cicerone Marsala, città di porto esposta ai venti. I venti, aiuto e disperazione delle navi in approdo, aiutate nell'ancoraggio e sbattute violentemente verso la banchina. Brezza marina, aria di salsedine, rumori ed odori della città e dei campi circostanti, profumati di fiori di limoni e gelsomini.

I rumori della città sono i rumori dei cantieri navali, urbani, dei cantieri forieri delle novità che il Regno d'Italia ha promesso al popolo ed Amelia osserva dal suo balcone i cantieri del porto, sul quale si affaccia la sua casa. Lei, che sveglia dalle prime luci dell'alba aveva visto, trent’anni prima, Piemonte e Lombardo avvicinarsi e riversare i suoi abitanti, rossi come un'emorragia di sangue, verso la terraferma ed iniziare a spostarsi poi, in lento ordine, verso i luoghi da liberare dai Borbone. Lei, che adesso sente i rumori degli uomini intenti ad innalzare colonne votive a Garibaldi sotto i propri occhi...SCARICA TUTTO IL RACCONTO

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SALIO E LAVINIA

Salio era giunto a Catania nella tarda mattinata del sabato con l'intenzione di tenersi ben lontano da sua moglie Lavinia, interessata alle numerose terme più che a spiegare al marito come fosse stato possibile che pochi giorni prima la loro schiava Domizia riuscisse  a fuggire dalla villa senza che nessuno se ne accorgesse. Salio, dunque, trascorse la sua giornata di svago nelle vicinanze della collina di Montevergine, ospite di alcuni cari amici, ai quali nulla disse a proposito della fuga della schiava, mentre la moglie narrò le vicissitudini della schiava alle donne presenti nel tiepidarium delle terme poste nei pressi dell'antico teatro.“Siamo tutti sollevati che Roma abbia finalmente preso il possesso di Siracusa. Avere un nemico a così poche ore di cammino non deve essere stato facile per nessuno di voi, amiche”....SCARICA TUTTO IL RACCONTO

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IL CAVALIERE MANFREDI SERRANO

Il cavaliere Goffredo Iudica è stato inviato dall'Imperatore a sedare una rivolta nella contrada di Jato ed è stato mandato solo, senza alcun tipo di aiuto, se non la presenza di un giurista arabo, tale Jafar bin Jusuf che dovrebbe prevenire gli scontri con la sua dialettica. Il giurista non è riuscito nel suo scopo, anzi si è unito ai ribelli ed ora io, Manfredi Serrano, cavaliere al servizio del Sovrano, devo recarmi in contrada Jato per sedare una rivolta che prima era di 20 fra uomini e bambini e ora è di 50 fra uomini e bambini. E ancora una volta il mio Sovrano mi fa partire solo, come il buon Goffredo, che chissà se troverò vivo o infilzato in qualche forca da qualche eretico senza Cristo. Che fine farà la nostra buona fede se ci facciamo infangare così da gente senza dio? Questa terra di Sicilia, questo nostro Imperatore germanico, proveniente da un Sacro Romano Impero che sembra avere solo il nome sacro ormai, dove ci condurrà se continua ad allontanarsi dal nostro Santo Padre? Così parlava Manfredi Serrano, cavaliere al soldo dell'Imperatore Federico II, cavalcando il suo destriero fra le terre di Sicilia, per giungere in terra di Jato, lì dove Goffredo veniva già pianto dagli occhi gonfi di livore del suo buon fratello Edoardo, che nascostamente da tutti era partito come ombra al seguito di Goffredo e Jafar. Edoardo, che aveva assistito ai tentativi del giurista di riportare ordine nella contrada, tentativi andati male per la subitanea insurrezione di Goffredo, che da solo ordinò ai governanti del vallo di armarsi a fuoco contro il nemico interno.....SCARICA TUTTO IL RACCONTO

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