logosicilyhistories2
icaro
26/04/2018, 22:12



La-terra-dei-miti-e-delle-leggende


 



Dovunque viva un popolo, lì nasce una storia. Che dire quindi della Sicilia, terra in cui hanno vissuto  Greci, Romani, Arabi, Svevi, Normanni, Francesi e Spagnoli? Ognuno di questi popoli ha lasciato una profonda traccia nella cultura popolare siciliana, una storia per raccontare qualcosa di questa grande isola mediterranea.Furono i Greci i primi che trasferirono un proprio dio dall’Olimpo al vulcano attivo più alto d’Europa: l’Etna divenne la fucina del dio del fuoco, Efesto, figlio di Zeus ed Era, in esilio per volere paterno. Qui forgiò il ferro e innalzò al cielo lapilli di lava e qui vide morire Empedocle, medico e mago greco che si dice morì gettandosi nel cratere del vulcano. Si narra che a Torre del Filosofo, poco distante dal Rifugio Sapienza, fino al XVIII secolo fossero visibili i resti dell’abitazione del filosofo.Ma Efesto non vivrebbe da solo all’interno dell’Etna. Qui ci sarebbe anche il gigante Tifeo, intrappolato anche lui da Zeus e che scaglierebbe la sua rabbia per il triste destino con lava e terremoti. E proprio da lava e terremoti scappavano i fratelli Pii portando in spalla i vecchi genitori... non vi ricorda qualcosa questa storia? Si, anche Enea portava in salvo il padre Anchise fuggendo dal fuoco di Troia in fiamme.E infine ci viene il dubbio, in questo universo di miti e leggende, che il gigante Polifemo si sia fatto aiutare da uno dei divini abitanti dell’Etna quando cercò di uccidere Ulisse a colpi di grandi massi lavici... che oggi altro non sono che i Faraglioni.Se questi sono solo alcuni dei miti classici di Sicilia, tutti orbitanti intorno a quel grande e splendido vulcano che appare all’orizzonte da Catania a Enna, fino a Palermo, Messina e Siracusa, tante altre storie raccontano come i siciliani vissero il passaggio delle diverse dominazioni.Basti pensare alle numerose storie ambientate al tempo degli scontri fra Angioini ed Aragonesi ed ai vespri siciliani. Un complimento di troppo nei confronti di un’affascinante signora fu, secondo il racconto, alla base dei vespri siciliani, scoppiati, dunque, per tutelare l’onore della distinta signora. Ma le donne, in Sicilia, sapevano respingere i pretendenti indesiderati in forme molto varie, come fece Gammazita che, pur di non cadere nelle grinfie di un soldato francese, preferì buttarsi in un pozzo.Potremmo continuare senza sosta a raccontare le storie che nei secoli hanno alimentato il patrimonio orale siciliano, tramandato di genitore in figlio ed arricchito di sempre maggiori dettagli e variazioni tematiche.Ma ciò che resta uguale nel tempo, sono i luoghi che queste storie raccontano. Vulcani alti più di 3000 metri con vista sul mare, borghi di pescatori, città e castelli abitati da fantasmi. E tutti si trovano in Sicilia.
02/04/2017, 21:44

settimana santa, sicilia, turismo



LA-SETTIMANA-SANTA-IN-SICILIA


 Sepolcri, processioni e via crucis si susseguono per sette giorni in modi e forme diverse in tutti gli angoli di Sicilia, realizzando un vero e proprio teatro vivente isolano, di sicuro fascino non solo per i fedeli.



È di pochi giorni fa la notizia che la Sicilia sia fra le mete più ambite da chi sceglierà di trascorrere la pasqua lontano dalla propria abitazione. Ma non è solo il grande patrimonio storico artistico a determinare la scelta della nostra terra per le proprie vacanze; in questo periodo dell’anno, all’offerta culturale si aggiunge un’ulteriore suggestiva attrazione che la nostra terra ha in comune con altri luoghi della tradizione cristiana: le celebrazioni della settimana santa
Sepolcri, processioni e via crucis si susseguono per sette giorni in modi e forme diverse in tutti gli angoli di Sicilia, realizzando un vero e proprio teatro vivente isolano, di sicuro fascino non solo per i fedeli. Quest’anno,poi, la pasqua sembrerebbe cadere in un mese di aprile abbastanza propizio per il clima, incentivando le persone a spostarsi alla scoperta di luoghi e tradizioni proprie della religiosità più profonda e popolare.

Osservare i riti che dalla domenica delle palme si esauriscono nella domenica della resurrezione pasquale consente poi di avere uno sguardo diretto su come le dominazioni che nei secoli si sono succedute in Sicilia hanno influenzato la cultura e le tradizioni locali, trasmettendosi e influenzandosi reciprocamente. 

Non possiamo non citare la tradizione della diavolata, che risale al periodo medievale e mette in scena la rappresentazione della lotta fra il bene ed il male per le anime degli uomini, e che ancora oggi viene inscenata la domenica di pasqua ad Adrano, in provincia di Catania. Ancor più antico è ciò che viene ancora ripetuto a Piana degli Albanesi (PA) dalla domenica delle palme al sabato santo; qui, ogni giorno della settimana santa, vengono ripercorsi gli ultimi giorni della vita di Gesù  seguendo il rito ortodosso, importato qui durante la dominazione bizantina. 

Altrettanto interessante è ciò che avviene a San Cataldo, paese dell’entroterra siculo in provincia di Enna. Qui l’evento più atteso è rappresentato dalla messa in scena del processo a Cristo. Per tre giorni consecutivi, nella chiesa del Rosario, gli abitanti del paese si immergono nella Gerusalemme del 33 d.C., raffigurando Gesù e Pilato e ciò che fu deciso allora. Il clima di dolore e passione, poi, si esaurisce la domenica, quando la gioia della resurrezione viene rappresentata con la speciale processione dell’incontro, durante la quale Gesù incontra Maria, insieme agli apostoli, rappresentati con grandi pupazzi di carta pesta, i "Sampauluna". Questa tradizione dovrebbe essere di derivazione cinquecentesca ed essere connessa ai rapporti con la Spagna e, durante il regno di Carlo I di Spagna, con le Fiandre. 

Di derivazione carolingia ma diffusasi anche nel Sud Europa e quindi in Sicilia, è l’usanza tradizione dei sepolcri, allestiti nelle chiese a conclusione della messa pomeridiana del giovedi santo. Si tratta di particolari altari, che dovrebbero ricreare il sepolcro di Gesù, in cui vengono conservate le ostie per il successivo rito di comunione.
È oggi usanza visitare più sepolcri durante la notte del giovedi santo, in numero dispari, passando di chiesa in chiesa. A Caltanissetta, è proprio in questa giornata il fulcro delle celebrazioni pasquali, con la processione di ben sedici "vare", grandi statue sacre rappresentanti le tappe della via crucis. 

Per chi volesse approfittare della settimana santa per immergersi nel folklore religioso siciliano, ecco alcune delle più interessanti processioni:

Caltanissetta - la real maestranza ed i riti della settimana santa;
San Cataldo (CT) - processo a Gesù, Sampauluna e riti della settimana santa;
Adrano (CT) - diavulazzi di Pasqua;
Caltagirone (CT) - riti della settimana santa e processione di S. Pietro;
Aidone (EN) - processione dei santuna;
Forza d’Agrò (ME) - festa dell’alloro;
San Fratello (ME) - i Giudei ed i riti della settimana santa;
Piana degli Albanesi, Contessa Entellina, Mezzojuso, Palazzo Adriano, Santa Cristina Gela (PA) - celebrazioni della pasqua Arbaeresche e riti della settimana santa in rito ortodosso;
Modica (RG) - la madonna vasa e i riti della settimana santa;
Ferla (SR) - la sciaccariata e i riti della settimana santa;
Erice (TP) - la processione dei misteri;
Favara (AG) - Sagra dell’agnello pasquale e i riti della settimana santa. 

26/03/2017, 21:26

street art, street art catania, instagram



STREET-ART-CATANIA


 io credo fortemente nel ruolo della street art come forma di riqualificazione sociale ed allora si, spero che Catania possa divenire una capitale della street art,



È chiaro come negli ultimi anni Catania sia diventata una città con un ricco fermento culturale, in cui i giovani sono spesso chiamati in prima persona ad agire nel vivere culturale, attraverso la vita associativa, il volontariato, o semplicemente attraverso una maggiore passione per il territorio e la cultura. Se talora questo fermento può essere visto come un cercare di sopperire a mancanze dell’amministrazione nell’evidenziare le bellezze della città o nel prendersene cura, altre volte è un interesse particolare ad essere il motore agente della nascita di progetti legati al mondo dell’arte e della cultura.

Questo è il caso di StreetArtCatania, canale instagram sulla street art, ormai follow di riferimento per gli appassionati di questo social network; proprio alla fondatrice del canale, Marica, abbiamo chiesto di raccontarci qualcosa in più sulla sua idea.

"Da dove nasce l’idea di street art Catania?"
Grazie innanzitutto a voi di Sicily Histories per avermi invitata a partecipare al vostro blog ed al vostro progetto culturale. StreetartCatania è un progetto recente, che ho sviluppato da circa un anno e che nasce dalla consapevolezza che ancora oggi, in Italia e soprattutto in Sicilia, la street art sia una forma artistica spesso non valorizzata o, addirittura, non reputata tale. Ho vissuto in Olanda per otto mesi e li mi sono resa conto che la street art aveva un valore artistico molto alto: chi da noi spesso viene considerato alla stregua di "imbrattamuri", li, al contrario, era un artista a tutti gli effetti. La street art è considerata in Europa ormai una branchia dell’arte contemporanea e fra qualche anno è probabile che nei libri di storia dell’arte alcuni capitoli riguarderanno proprio questa nuova forma artistica, estremamente volatile, fra l’altro, proprio li dove manca il contenuto artistico. Ho pensato, quindi, che fosse interessante cercare di fare un’indagine sulle forme di street art presenti a Catania. In pratica, da fuori osservavo ciò che accadeva a casa mia, così, appena sono tornata in Sicilia, ho iniziato a geolocalizzare sul territorio le opere dei principali artisti della street art locale. Il primo post è del 16 maggio 2016, dedicato ad Ettore Majorana, ne son seguiti poi molti. Mi piace ricordare che StreetArtCatania è una community: le foto che trovate non sono tutte mie, anzi! Moltissime vengono inviate da altri utenti, che segnalano le opere di street art a Catania attraverso l’uso dell’hashtag #streetartcatania e l’indicazione dell’artista e dei luoghi. 

"Al di là dei riconoscimenti accademici, chensicuramente sono ancora lontani dal venire, come si presenta oggi il movimento della street art siciliana?"
In primis bisogna distinguere fra la Sicilia come meta della street art, e artisti siciliani, anche se in entrambi i casi il movimento sta prendendo piede con forza. Gli artisti si muovono verso i luoghi in cui hanno spazi in cui operare, luoghi da riempire: interessante è il progetto sviluppato da Res Publica Temporanea, un collettivo di street artist locali che intende riqualificare zone degradate o abbandonate della città. La Sicilia ha intere zone urbane necessarie di una riqualificazione sociale ed in questo la street art aiuta: una successione di muri in cemento armato è sicuramente differente rispetto ad un muro dipinto. Pensiamo a Librino o a San Berillo, quartieri ormai noti in città proprio per lo street art: la riqualificazione urbana passa anche attraverso la creazione di progetti artistici in queste zone. Pensiamo al progetto skylinedistreet, con il quale diversi street artist fra cui il noto Blu hanno ridipinto parte del paesaggio urbano di Librino. Fra l’altro, li dove c’è street art c’è rispetto per i luoghi, perchè i giovani si riconoscono in queste forme artistiche, è più facile trovare vandalizzato un muro bianco piuttosto che uno su cui ha operato uno street artist.

"A proposito di questo, Catania - e più in generale la Sicilia -  è associata a forme artistico culturali più tradizionali, quali il barocco o l’archeologia. In prospettiva futura, pensi che Catania possa divenire una delle capitali della street art?"
Che Catania sia e resterà sempre una città barocca è un dato di fatto. Quasi l’intero centro storico è barocco! Tutti gli edifici più importanti, le chiese, i palazzi nobiliari son settecenteschi. La street art è un fenomeno che si potrebbe definire "periferico", non tanto in chiave urbanistica, quanto per il tipo di strutture che coinvolge: non edifici storici di valore artistico ma tutto ciò che va riqualificato, a prescindere dalla vicinanza col cuore della città. Ed il discorso vale per l’intera Sicilia, perchè tutta la Sicilia è una terra ricca di storia e di arte; accanto a zone di interesse artistico, però,esistono zone ampie che vanno sottratte al degrado e qui la street art ha un ruolo centrale. Io spero fortemente che un giorno Catania e la Sicilia vengano riconosciute non solo dagli esperti di settore, come accade già adesso, ma anche dal pubblico generalista come meta in cui accanto alle bellezze paesaggistiche, storiche ed enogastronomiche si cerchino anche i capolavori degli street artist. Vorrebbe dire che intere aree urbane abbiano mutato aspetto, che non siano più isolate dalle zone più vive delle città ma che siano parte integrante del tessuto sociale urbano. 
Prima ancora che farne un discorso artistico, io credo fortemente nel ruolo della street art come forma di riqualificazione sociale ed allora si, spero che Catania possa divenire una capitale della street art, perchè vorrebbe dire che la città starebbe vivendo un forte cambiamento sociale, in positivo.   


Marica Martorana, graphic designer con l’amore per i dolci, l’arte ed i cieli sereni che le dicono ogni giorno che dalla Sicilia ci si può allontanare ma mai andare.  Ogni terzo mercoledi del mese cura la rubrica street art in Catania della community instagram di @igerscatania. 
Per segnalazioni e contatti: instagram @streetartcatania - @marica_martorana - marica.martorana@gmail.com

Opera in foto: "San Berillo che mostra il proprio documento di identità" - di collettivofx e lu.prete


1233
Web agency - Creazione siti web CataniaCreare un sito per fotografi