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icaro
05/03/2017, 13:16

beni culturali, turismo, sicilia



CRESCITA-DEL-TURISMO-CULTURALE-IN-SICILIA-NEL-2016
CRESCITA-DEL-TURISMO-CULTURALE-IN-SICILIA-NEL-2016


 Sembra infatti che il 2016 sia stato un anno d’oro per il turismo in Sicilia, con un aumento non indifferente delle presenze di stranieri ed italiani intenti alla scoperta della nostra bella isola.



La Sicilia è una terra dal patrimonio storico artistico invidiabile, frutto di una storia ricca e varia, fatta di alternanza di popoli che hanno lasciato la traccia del loro passaggio. Una traccia che, come avvenne nel medioevo siciliano, ha prodotto lo splendore dell’arte arabo - normanna, dichiarata ormai Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, ma che ha anche permesso alla Sicilia di diventare uno dei poli archeologici più importanti del Mediterraneo e, forse, d’Europa. Per non parlare, poi, della grande ricostruzione delle zone del Sud Est dell’isola, di Noto, Modica, Catania, Scicli, Caltagirone, ricostruite dopo il dirompente terremoto del 1693 ed esempio di uno stile mirabile ed unico come quel barocco ( dal 2002 patrimonio dell’umanità anch’esso) che da questa zona, il val di Noto, prende il nome. Un immenso patrimonio artistico che, finalmente, sembra essere divenuto protagonista degli interessi turistici di milioni di persone. 

Se negli scorsi mesi, infatti, guardandovi in giro per città, borghi o semplicemente in spiaggia, vi sentivate circondati da persone parlanti lingue e dialetti diversi dal siculo, beh... avevate ragione! Sembra infatti che il 2016 sia stato un anno d’oro per il turismo in Sicilia, con un aumento non indifferente delle presenze di stranieri ed italiani intenti alla scoperta della nostra bella isola. 

Da poche settimane, l’Assessorato ai Beni Culturali ha pubblicato sul sito ufficiale i dati definitivi riguardo gli accessi ai beni regionali di valore storico artistico, confermando il trend positivo rispetto al 2015, già evidente con la pubblicazione, lo scorso ottobre, dei dati relativi al primo semestre 2016. Infatti, se il 2015 si era chiuso con una lieve flessione ( -2, 31%) rispetto al 2014 - in particolare per quanto riguarda il settore cultura - nei primi sei mesi dell’anno appena concluso il comparto del turismo culturale risultava nuovamente in crescita esponenziale, tanto da far registrare fra gennaio e giugno scorsi un’affluenza di 2.017.229 utenti, con una crescita del 10% rispetto allo stesso periodo 2015.  I dati aggiornati al 31 dicembre si attestano poi su un totale di 4 milioni 395 mila ingressi nei beni archeologici o monumentali isolani. A guidare l’elenco dei siti più visitati resta il Teatro Antico di Taormina, con 748 mila 883 visitatori, a seguire la Valle dei Templi ed il Parco Archeologico di Siracusa.

L’assessore ai beni culturali, Carlo Vermiglio, ha commentato questi dati affermando che essi  "delineano un quadro molto positivo che conferma la forza attrattiva della Sicilia, del suo straordinario patrimonio culturale e naturalistico e la stretta relazione esistente in questa Regione tra turismo e cultura. Se compariamo i dati del 2016 del Ministero dei Beni e delle Attività culturali che riportano 172 milioni di euro di incassi e 44, 5 milioni di ingressi nei luoghi della cultura, si evidenzia quanto la Sicilia, nel panorama nazionale assuma, in questo settore, una posizione di rilievo posizionandosi dopo il Lazio, la Campania e la Toscana per numero di visitatori. Stiamo investendo sul sistema culturale attraverso una valorizzazione partecipata e integrata a livello territoriale, incentivando le collaborazioni e gli accordi con altre istituzioni, con le associazioni e quei soggetti  che possono arricchire  l’offerta culturale. Non basta promuovere il singolo museo o il singolo sito, è necessario creare nei territori reti e filiere culturali per promuovere il patrimonio culturale, materiale ed immateriale, e paesaggistico".

Il grande risultato raggiunto in termini numerici è sinonimo anche di un obiettivo che sembra essere sempre più vicino: la destagionalizzazione del turismo in Sicilia. Ciò si deve anche alla crescita degli aeroporti di Comiso e Trapani, su cui operano operatori di voli low cost, che ha favorito la distribuzione del turismo anche su territori tradizionalmente difficili da raggiungere dagli aeroporti principali di Palermo e Catania, consentendo lo sviluppo di aree culturali turistiche differenti da quelle tradizionalmente battute, come ad esempio il famoso "tour di Montalbano", piuttosto che la crescita impetuosa del turismo nei borghi del ragusano. 

Spesso si parla di come possa la Sicilia vivere di turismo e forse, continuando sulla strada della valorizzazione culturale dei centri urbani e la creazione di poli museali attrattivi, un giorno questa potrà essere una realtà.


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