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icaro
22/01/2017, 17:41

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ART-BONUS:-IL-MECENATISMO-INCONTRA-I-FAVORI-DEL-FISCO


 L’ Art-Bonus è uno strumento dalle potenzialità ben più ampie: sostenere la cultura, tutta, regala ad ogni cittadino la possibilità di sentirsi parte di un progetto e di immedesimarsi con il bene stesso.



Se ci saranno i Mecenati, Fiacco, non mancheranno i Virgilii 
 Marziale (poeta latino,n40-102 c.a.), Epigrammi, VIII, 56, 5. 

Il mecenate. Questa figura mistica, nata nell’antica Roma dalle opere caritatevoli di tale Gaio Cilnio Mecenate, nato da famiglia etrusca e grande amico dell’imperatore Augusto. Fu grazie al suo generoso prodigarsi che poeti come Virgilio e Orazio trovarono ristoro economico e gloria eterna. 
Mecenate divenne un simbolo da imitare, poi, durante quell’esplosivo proliferare di idee che fu il Rinascimento, quando i Medici a Firenze, i Gonzaga a Mantova, i Montefeltro a Urbino, gli Este a Ferrara, i Visconti e gli Sforza a Milano attrassero e lodarono presso le proprie corti i talentuosi artisti il cui pensiero divenne talmente importante da metterne in risalto per la prima volta la loro "individualità": ogni artista era dotato di una propria personalità che esprimeva attraverso l’atto creativo. Questo cessò di essere un estemporaneo sfoggio di bravura e si avviò a diventare una professione.

Ben lontana dai fasti rinascimentali, l’Italia è oggi tornata a giocare un ruolo di primo piano nel sostegno alla cultura, in senso ampio, con il cosiddetto Art-Bonus che ha colmato un vuoto soprattutto nei confronti di altri paesi europei, quali la Francia, dotatasi di una legge simile già nel 2003, e la Gran Bretagna, che possiede una ben più lunga tradizione di mecenatismo culturale. Ma, cos’è esattamente l’Art-Bonus e in che modo lo Stato italiano aiuta fiscalmente chi sostiene la cultura? 
Il decreto legge 31 maggion 2014, n. 83, convertito con modificazioni nella legge 29 luglio 2014, n. 106, ha introdotto nell’ambito delle disposizioni urgenti per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo, un credito di imposta per favorire le erogazioni liberali a sostegno della cultura (c.d."Art-Bonus"). L’articolo 1 del citato decreto legge prevede, infatti, un regime fiscale agevolato sotto forma di credito di imposta, nella misura del 65% delle erogazioni effettuate nel 2014 e nel 2015 in favore delle persone fisiche e giuridiche che effettuano erogazioni liberali in denaro per interventi a favore della cultura e dello spettacolo. 
Gli interventi oggetto della disciplina sopra citata riguardano nello specifico le erogazioni liberali finalizzate:nalla manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici; al sostegno degli istituti e dei luoghi della cultura di appartenenza pubblica, delle fondazioni lirico-sinfoniche e dei teatri di tradizione; alla realizzazione di nuove strutture, restauro e potenziamento di quelle esistenti di enti o istituzioni pubbliche che, senza scopo di lucro, svolgono esclusivamente attività nello spettacolo.

L’articolo 1, comma 318, Legge di Stabilità 2016, è intervenuto a modifica dell’art. 1, comma 1, d.l. n. 83/2014 prevedendo in particolare che l’art-bonus sia confermato a regime (in luogo del triennio 2014 - 2016) e sia sempre attribuito nella misura del 65% delle erogazioni effettuate. Il bonus consiste in un credito di imposta (da utilizzare, perciò, in compensazione con le altre imposte da pagare) entro i seguenti limiti:

1) il 15% del reddito imponibile delle persone fisiche non esercenti attività di impresa nonchè degli enti non commerciali (associazioni, fondazioni, comitati) che erogano queste somme nell’ambito della loro attività istituzionale e non commerciale;
2) il 5 per mille dei ricavi annui in relazione alle erogazioni fatte da imprenditori nello svolgimento della loro attività commerciale (ditte individuali, società, associazioni varie esercenti attività commerciale). 

Ma c’è di più, perchè il mecenatismo si connubia con la solidarietà: il decreto legge n. 189 del 17 ottobre 2016 ha infatti esteso il credito di imposta del 65% anche  alle erogazioni liberali riguardanti gli interventi di restauro, protezione e manutenzione degli edifici di culto (Chiesa cattolica e altre professioni religiose) qualificati come beni culturali situati nei comuni colpiti dai terremoti succedutisi a partire dal 24 agosto 2016. 

I dati resi pubblici dal MIBACT sono incoraggianti, seppure tra luci ed ombre e contrassegnati dalla classica dicotomia tra nord e sud del Paese. La regione che ha donato di più alla cultura è stata, neanche a dirlo, la Lombardia con 24.600.000 euro donati per 45 beni culturali e 48 interventi realizzati o in corso d’opera. Al secondo posto il Veneto con 18.835.571 euro per 46 beni culturali e 73 interventi; al terzo l’Emilia Romagna con 9.500.000 euro per 67 beni culturali e 94 interventi. Toscana e Piemonte chiudono la "top five". La parte bassa della classifica è occupata da regioni quali il Friuli, il Trentino,l’Abruzzo, il Molise, la Calabria, la Sicilia e la Sardegna. Tutte con pochissimi beni finanziati.
In realtà, basterebbe dare uno sguardo più attento ai dati del MIBACT per accorgersi che, a fronte di così tanti soldi donati e messi in cantiere, sono relativamente pochi i beni culturali finanziati. Questi ultimi sono per la gran parte rappresentati dai teatri e dalle fondazioni lirico-sinfoniche (Teatro La Scala di Milano, Teatro di Verona, Teatro dell’Opera a Roma per citarne alcuni) che occupano le prime otto posizioni delle graduatoria dei beneficiari e che da sole raccolgono 49.106.823 euro. Ai restanti beni culturali è confluito poco più della metà:  26.275.076 euro.La ratio di questi numeri è da rinvenire nella capacità finanziaria, e quindi di spesa, del Centro-Nord Italia da sempre maggiore di quella del Sud, quantomeno nella buona parte dei casi e nel prestigio che certe donazioni conferiscono.

L’ Art-Bonus è invece uno strumento dalle potenzialità ben più ampie: sostenere la cultura, tutta, regala ad ogni cittadino la possibilità di sentirsi parte di un progetto e di immedesimarsi con il bene stesso. Quasi di "adottarlo", sentirlo come una cosa propria, da tutelare e valorizzare. Questo rapporto di identificazione è uno step psicologico fondamentale affinchè una società civile possa sviluppare un senso comune di amore e rispetto verso il proprio Paese e le ricchezze che possiede (in specie nel caso italiano). Un senso di identità comune che si costruisca da Nord a Sud con la cultura quale unico, possibile veicolo naturale. Sarebbe, pertanto, auspicabile una maggiore comunicazione, quasi una strategia di marketing da parte dei vari enti, associazioni, comitati preposti alla tutela del territorio, per far sì che le bellezze architettoniche e culturali del nostro Paese possano essere rese note e da tutti valorizzate anche con una modesta donazione. Il vecchio spirito generoso e propositivo di  Gaio Cilnio Mecenate rivivrebbe in ognuno di noi.


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